Ho visionato Another Earth.
Considerazioni a caldo.
Ci si può innamorare della luce che splende di dolorosa consapevolezza
esistenziale negli occhi di lei. E dei suoni, della fotografia, dell'oro
di suoi lunghi capelli - e della dolorosa, disumana consapevolezza che
rifulge d'amore e compassione dappertutto.
Ho lacrimato nel vederla stendersi accanto l'indiano sordo-cieco,
sensorialmente isolato.
Ho lacrimato alle lacrime di lui, dopo la
cosciente necessità del perdono.
Il dramma scoperchia la vastità del'Io interiore, e dell'inconscio,
assurgendo a dimensioni di cosmo, di universo, di consapevolezze
totalizzanti.
Se la sincronicità fra i due Io, apparentemente divisi, viene spezzata
nel momento in cui si osserva per la prima volta l'altra Terra, vuol
dire che le due ragazze hanno visto l'altra Terra in momenti differenti.
Che le possibilità deterministiche implodono nel momento in cui,
consapevoli, ricongiungiamo io e l'Altro.
In termini puramente filosofici-psicologici, il film inscena una palese
esplicitazione del dialogo interiore con l'Io, che crea metaforicamente
un altro da sé, altrove, avulso, nel film materializzatosi in un altra
Terra.
Quasi una parabola del trascendersi, nel senso di vedersi realizzati
altrove, in un aldidlà al contempo che è qua, hic et nunc, dentro noi
(ribadito a metà film dal vecchio cieco, non ancora sordo).
E poi l'intento buddista di coltivare il silenzio interiore, scevro da
ogni contaminazione del razionale, per giungere all'assenza di concetto e
facolta concettualizzatrice.
...
Avrei preferito che la luce, il suono della luce e quella fotografia e
l'azzurro degli occhi di lei, non avessero storia conclusiva, ma fossero
durati indefinitamente.
Come in certi passaggi di puro vagare per poi metabolizzare la
magnifica, splendida suggestione ambientale di The Last of Us.
http://it.wikipedia.org/wiki/Another_Earth
giovedì 5 settembre 2013
lunedì 2 settembre 2013
venerdì 16 agosto 2013
lunedì 15 luglio 2013
Esternazioni Private - Tomo IX
[sui vecchi videogames erotici della Nintendo - vedi http://www.youtube.com/watch?v=7B-Zi1BQl0w]
Nel fervore emotivo frollante che dona un'immagine statica e immortale, il gameplay non ce lo si porta in Paradiso.
E' irrilevante.
Nel fervore emotivo frollante che dona un'immagine statica e immortale, il gameplay non ce lo si porta in Paradiso.
E' irrilevante.
Esternazioni Private - Tomo VIII
Qualcosa in ambito videoludico, in un senso artistico emotivamente sentito... È sempre un'idea fissa, perdurante, come un tarlo roditore in me.
L'essenza nostalgica, rarefatta e fondente contenuta in certi momenti di "Dopolavoro", ma concentrata in ambito puramente letterario...
Questo è ciò che un giorno dovrò affrontare. Mi aspetta insistente, chiedendo d'essere risolto in me.
Lo so.
Presagi.
È come una nobilitazione/edificazione del videogioco grazie al modo in cui sino ad oggi un letterato non ne ha ancora mai scritto, sentito, vissuto, contagiato.
Un libro generazionale fatto di una prosa poetica irriducibile, disarmante e inconfutabile riguardo il videoludo, che evolve per sempre la percezione popolare e non di come l'esperienza videoludica è sempre stata generalmente considerata.
Spingere i registri letterari nel descrivere gli ambiti spirituali che il videogioco può toccare. Sconcertare la consapevolezza di ciò che accade all'anima per il processo di smaterializzazione videoludicamente inteso.
Non so come tutto questo potrà essere, un giorno, domani.
Ma è in me.
Oltre queste "certezze" - consce o inconsce che sono - attualmente non so andare.
L'essenza nostalgica, rarefatta e fondente contenuta in certi momenti di "Dopolavoro", ma concentrata in ambito puramente letterario...
Questo è ciò che un giorno dovrò affrontare. Mi aspetta insistente, chiedendo d'essere risolto in me.
Lo so.
Presagi.
È come una nobilitazione/edificazione del videogioco grazie al modo in cui sino ad oggi un letterato non ne ha ancora mai scritto, sentito, vissuto, contagiato.
Un libro generazionale fatto di una prosa poetica irriducibile, disarmante e inconfutabile riguardo il videoludo, che evolve per sempre la percezione popolare e non di come l'esperienza videoludica è sempre stata generalmente considerata.
Spingere i registri letterari nel descrivere gli ambiti spirituali che il videogioco può toccare. Sconcertare la consapevolezza di ciò che accade all'anima per il processo di smaterializzazione videoludicamente inteso.
Non so come tutto questo potrà essere, un giorno, domani.
Ma è in me.
Oltre queste "certezze" - consce o inconsce che sono - attualmente non so andare.
Esternazioni Private - Tomo VII
Sono all'inizio di Automatik3. L'ho trovato deliziosamente asettico e scorrevole. Sembra di tornare indietro nel tempo, ove una certa remissività, ingenuità, fiducia e serenità verso la società ancora predominavano sul cattivo gusto tipicamente dei giorni nostri, quello in cui narcisismo, ritmi veloci, click inconsulti e immondizia condivisa sulle reti sociali sembrano aver offuscato una certe genuinità d'essere e vivere i fatti del mondo.
Una scrittura nitida, calma e compassata, che nulla comunque toglie al processo magico di raccontarsi.
Spero andando avanti continui la commistione videgiochi-condizione professionale, sì da creare...
... un documento, uno spaccato diaristico e di cronaca del tempo e della condizione umana.
Una scrittura nitida, calma e compassata, che nulla comunque toglie al processo magico di raccontarsi.
Spero andando avanti continui la commistione videgiochi-condizione professionale, sì da creare...
... un documento, uno spaccato diaristico e di cronaca del tempo e della condizione umana.
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